Si intitola “A cosa stai pensando?” ed è il primo volume scritto dall’allenatore di calcio potentino Mario Brindisi; un titolo che, sin dalla copertina, si riferisce esplicitamente ad una famosa frase che compare sui propri profili di Facebook, e che rappresenta il campo in cui è possibile condividere un proprio post, o più semplicemente esprimere il proprio pensiero e/o stato d’animo.
Il volume, pubblicato dalla Dibuono Edizioni, è stato presentato Lunedì 26 Maggio, presso la Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza; presenti, oltre all’autore, il maestro Antonio La Cava, il noto scrittore per ragazzi Gianluca Caporaso, la giornalista Anna Maria Sodano in qualità di moderatrice dell’incontro e l’avv.to Pierluigi Smaldone, Presidente del Consiglio Comunale di Potenza.
La carriera sportiva di Brindisi è costellata di importanti soddisfazioni a livello di calcio dilettantistico lucano: ad esempio negli anni 80’ insegnava calcio ai ragazzi dell’oratorio SS Pietro e Paolo di Potenza, partecipando con ottimi risultati a diversi campionati regionali giovanili. Successivamente ha co-fondato con i suoi tre fratelli una società sportiva, che oltre a gestire una scuola calcio, ha negli anni dato vita a due squadre di calcio a 5 (futsal), una maschile ed una femminile che ha gareggiato nel campionato nazionale di serie a.
Nelle intenzioni dell’autore - secondo l’avv.to Smaldone “ci sta la volontà di raccontare sé stessi e una parte di mondo in maniera pulita, innocente, ossia in un modo totalmente distante dalle offese e dal clima ostile alimentato da diversi leoni da tastiera. Ciò che emerge dalla lettura di questo diario personale costellato di post, che sono l’ideale formula per esprimere un pensiero, accorciando la distanza tra lo scrivente e chi legge, è la sua figura di educatore di ragazzi; un ruolo quello di mister di calcio, che al di là dei contenuti prettamente sportivi gli ha permesso di inculcare di generazione in generazione, valori e messaggi importanti dal punto di vista umano e sociale, come ad esempio il valore dell’inclusione”.
Il maestro La Cava, nel leggere alcuni passi del libro ha rimarcato “la capacità di Mario di operare una sintesi virtuosa tra calcio e testo, nell’umanizzare la tecnologia, attraverso dei post che uniscono al racconto della quotidianità di tutti i giorni, profondità di riflessione e uno slancio sentimentale ed emotivo, mai banale e a tratti poetico” mentre la Sodano ha anticipato “l’intenzione dell’autore di pubblicare un secondo diario”
Si tratta quindi di post che non riguardano esclusivamente le sue considerazioni sull'attività di allenatore ed educatore (come ad esempio il post dedicato al “piccolo” Paoletto, suo allievo, e che adora per la sua dolcezza), ma riflessioni su esperienze e momenti di vita personale, in cui il lettore può rispecchiarsi o condividere almeno in parte, come nel caso delle aspettative e paure che animano lo spirito di chi si accinge a diventare padre, per i nove mesi solitamente richiesti dalle gravidanze: un amore per un/a figlio/a che sorge prima che nasca e che si nutre, tra le altre cose delle prime parole e dei primi passi.
Le letture di alcuni passi del libro sono state inframmezzate da brevi interventi carichi di affetto e densi di emozioni che i suoi giovani alunni gli hanno dedicato.
Infine, lo scrittore Caporaso ha espresso il suo stupore quando è entrato in contatto per la prima volta con il libro: “ho pensato subito che Mario abbia fatto l'ennesimo dribbling perché non lascia emergere la solitudine e il senso di competizione del calciatore e dello sport in generale (vittorie, sconfitte, paura di non farcela, lo scontro, l’agonismo) ma la disponibilità del calcio a farsi retorica del gesto, ad essere raccontato per farsi specchio di valori generalizzabili al sentire degli altri: senso della vita e del tempo che passa, l’amore per i bambini e per una madre, e le nostalgie calcistiche che pur sono presenti”.









