Un “romanzo di resistenza”: così si esprime l’autore potentino Francesco Messina, in riferimento alla sua prima pubblicazione editoriale (Edizioni Dialoghi) intitolata “Il messaggio tra le nuvole” (175 pp). Dove con resistenza si intende la capacità di non abbattersi o stravolgersi dinanzi alle difficoltà, mantenendo la fondamentale capacità di restare umano, cambiando lo sguardo sulla realtà, dandole una diversa e personale interpretazione.
Francesco Messina è funzionario pubblico con incarichi di responsabilità in ambito amministrativo. È abilitato come dottore commercialista e revisore legale. Da anni coltiva, inoltre, passioni artistiche come pianista, chitarrista e cantautore., oltre ad aver scritto racconti e collaborato a progetti editoriali e culturali.
Il testo è stato presentato Mercoledì 6 Maggio presso la Sala conferenze del Polo bibliotecario di Potenza e ha come protagonista Elton, un uomo qualunque, attraversato da crepe comuni, e che è quindi lo specchio di ciascuno di noi. La sua vita sembra cedere sotto il peso di ciò che non trova risposta, creando dentro di sé una frattura che scalfendo ogni certezza interiore lo porta a dubitare e interrogarsi sulla realtà e sulle fragilità dell’esistenza e dei tempi contemporanei. Nelle parole dell'autore, Francesco Messina "l’idea di un viaggio interiore ne fa quindi un romanzo di formazione e introspettivo, in cui ciascun lettore può immedesimarsi e a suo modo intraprendere. Non è quindi né un’autobiografia né un libro di cronaca. L’idea del testo è sorta durante il periodo del Covid, durante il quale ognuno, essendo costretto a casa, ha necessariamente avuto modo e tempo di riflettere. Ma qual è il messaggio del libro e del suo titolo? È un messaggio sfuggente, che aleggia tra le nuvole del cielo, che credi di cogliere, salvo poi reinterrogarsi sulla possibilità che tale messaggio possa essere portatore di un ulteriore orizzonte di senso. È il lettore che è a chiamato a interpretare il messaggio, a restituirne il senso. Le stesse crepe sono ordinarie, non hanno un carattere straordinario rivolto a pochi intimi. Non a caso Elton non reagisce alla cattiveria con la stessa moneta, ma decide di restare umano, di non rinunciare alla propria identità”.
A discuterne con l’autore sono intervenuti gli autori Francesco Potenza e Angelo Parisi, il quale si è dichiarato entusiasta della realtà del Polo potentino grazie al “lavoro del direttore, Luigi Catalani, che con il suo lavoro continua a farne un prezioso gioiello di inclusione, cultura e arte in tutte le sue declinazioni”.
Il direttore del Polo bibliotecario Luigi Catalani ha espresso apprezzamento per “un testo, molto originale, per essere un’opera prima, che esprime emozioni e desideri con lucidità, garbo e gusto introspettivo, un testo dal carattere profondo e al tempo stesso agile, esattamente com’è la vita con le sue attese e frustrazioni. Il libro sarà collocato nella Sala Lucana, al quarto piano; un ambiente che invito a frequentare e visitare, perché è lì che è concentrata la maggior parte della produzione culturale, letteraria, storica della nostra Basilicata, una sorta di deposito e archivio in continua espansione”.
Francesco Potenza ha definito l’opera di Messina “un piccolo vangelo laico, che gli ha ricordato la parabola evangelica dei discepoli di Emmaus, episodio presente nel romanzo di Alessandro Baricco, denominato in maniera omonima Emmaus. Nel passo biblico due uomini non riconoscono inizialmente Gesù risorto, malgrado si trovino a parlare e a camminare con lui; solo successivamente i viandanti, nell’atto di spezzare il pane a cena, riconoscono Gesù che però sparisce nuovamente proprio in quell’istante. In un passo del libro di Baricco si parla del cammino di amici e amori che molti di noi nella loro vita finiscono quasi con il non riconoscere, quasi come se non vi fosse mai stato o non vi fosse più un senso”.
Nel libro di Messina “vi è questo invito a dare o quantomeno restituire un senso alla nostra esistenza e ai suoi accadimenti, a ricercarlo. Vi è una componente spirituale molto forte perché un tale senso si avvicina molto all’idea di Dio e alla ricerca di tale idea da parte dell’uomo. Si potrebbe aggiungere che vi è anche un cammino che va in direzione contraria, il viaggio di Dio alla ricerca dell’uomo, che tuttavia non è spesso pronto ad accoglierlo, comprenderlo, esattamente come avviene per i viandanti del passo biblico”.
Infine – ha proseguito Potenza- “il tema del silenzio domina nelle pagine che vedono protagonista Elton; ma si tratta di un silenzio che non è mai vuoto, anzi è sempre colmo di qualcosa, che si chiami speranza, attenzione, in maniera analoga ad un romanzo di Hemingway “Fiesta”, dove il rapporto del protagonista in riferimento alla donna amata e fatale Brett si basa sull’ascolto silenzioso da parte del primo delle gesta e della vita narrate dalla seconda”.
Angelo Parisi ha rimarcato la fluidità del testo, un racconto di transizione che restituisce la “fluidità dell’esistenza in generale e di quella del protagonista, in particolare, contrassegnata dalla fragilità e spiritualità. La bellezza del romanzo risiede nel richiamo all’unione e al ricongiungimento dell’autore con sé stesso e la vita, nell’essere sé stesso senza privare l’altro della propria disponibilità. Il protagonista non si sente chiamato ad agire sempre e comunque ma anzi avverte il carattere sovente prezioso del non agire, consapevole del fatto che non possiamo cambiare ciò che proviene dall’esterno, ma possiamo cambiare la gestione. Una rivoluzione silenziosa che rende Elton un personaggio straordinario perché riecheggia il senso dell’esistenza fatta di porte che si aprono e che si chiudono, ma che in ogni caso scorre in avanti”









