Alan amava il mare più di ogni altra cosa al mondo e nuotare è la cosa che meglio sapeva fare. Era affascinato da tutto quello che appartiene al mondo marino. E proprio con quella parola gli capitava spesso di giocare: «Se davanti metteva la A nasceva la parola più agitata del mondo: Amare. Se al centro metteva la D, veniva fuori la parola che fa nascere tutto: Madre».
La narrazione dell’autore è totalmente coinvolgente, al punto che il lettore si sente parte di quel naufragio, si immedesima nei protagonisti. Prima l’immagine della nave che dondolava dolce e leggera poi l’arrivo del vento cattivo e il mare che spalanca la sua bocca e mangia tutto quello che trova, compresi la nave e i sogni. Quello che rimane è un silenzio assordante, dalla terra fino al cielo.
Tolto dal freddo bagnasciuga dove il suo piccolo corpo si era posato, Alan intraprende un cammino attraverso terre incantate e inesplorate, seguendo il blu del mare e le sue bellezze. L’autore rende viva la memoria di Alan, il suo ricordo, trasportandolo in un mondo fiabesco, dove annega e poi ritorna in vita, così da poter raccontare com’è il mare profondo e cosa c’è davvero lì dove non si tocca.
Quello di Caporaso è un libro manifesto, un grido di pace e di speranza. Le parole prendono vita, camminano dritte dritte fino al cuore di chi legge, risvegliando la commozione in adulti e bambini. Con la dolcezza e la delicatezza dell’autore, Alan riprende vita e restituisce un pizzico di meraviglia al mondo intero.






