Malbianco, il nuovo libro di Mario Desiati

Malbianco, pubblicato da Einaudi nel 2025, fa riferimento nel titolo ad una malattia fungina che colpisce le parti verdi della pianta, le ricopre con una patina biancastra e si espande nel significato ai segreti, i “non detti” che nelle famiglie, attraversando l’albero genealogico, possono dar vita a traumi, questioni irrisolte che intossicheranno tutti i componenti di generazione in generazione.

L’autore, durante l’incontro in biblioteca che ha visto la presenza di Giovanna Solimando, Raffaele La Regina e Donato Verrastro, ha parlato dell’importanza delle biblioteche come custodi di testi preziosi e introvabili altrove, delle ricerche storiche e bibliografiche che hanno permesso la narrazione degli eventi nel corso nel libro e di quanto sia importante la conoscenza per costruire un futuro diverso da quello che sembra già scritto.

Desiati ha citato a lungo poeti e scrittori lucani, rimarcando il suo rapporto con i libri e sottolineando di essere un lettore prima di uno scrittore.

La letteratura che non ha il potere salvifico o “edificante”, acquista senso nella relazione, nel mondo che si sviluppa attorno ad essa, scrivere un libro significa entrare a farne parte, condividere armonia o disarmonia.

Scrivere e leggere significa “esserci”, imparare a respirare meglio, sviluppare empatia per stare meglio con le persone.

Il mondo letterario di Mario Desiati si espande in quello reale, lo vive e lo rende palpabile, conferendogli maggiore significato.

In fondo è questo quello che dovrebbero fare i libri, aiutarci anche a vivere meglio, la letteratura infatti non isola semmai crea ponti.

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Mario Desiati, vincitore del Premio Strega nel 2022 con il libro Spatriati pubblicato da Einaudi, torna con un nuovo romanzo che parla di riappropriazione del tempo, e di luoghi, per ridefinirlo e rielaborarlo.