Centenario dalla nascita di Francesco Ranaldi

In memoria dell’artista e archeologo Francesco Ranaldi 

Si è svolto Venerdì 12 Luglio presso il Polo Bibliotecario di Potenza l’iniziativa “Francesco Ranaldi tracce nel tempo 1924/2024”, volta a tracciare il ricordo della importante personalità lucana, a cent’anni esatti dalla sua nascita.

L’incontro, moderato dal Direttore del Polo, Luigi Catalani ha ospitato una serie di interventi, volta a tratteggiare il profilo umano ed artistico dell’ex direttore del Museo Archeologico Provinciale di Potenza, nonché il ruolo sociale ed il lascito culturale ed intellettuale del poliedrico artista, i cui interessi hanno spaziato in vari ambiti, su tutti pittura ed archeologia. Tra i relatori, la storica dell’arte Fiorella Fiore con un contributo sul ruolo del Ranaldi pittore, e la sua capacità di trasformare artisticamente la realtà in poesia attraverso lo “strumento”pittorico; Francesca Palmarosa, che ha collocato la figura e l’agire del Ranaldi nel  contesto storico-culturale di Potenza negli anni 50’ e la funzionaria Anna Grazia Pistone che ha discusso sull’esperienza di un patrimonio museale partecipato e “l’utopia” ecomuseale di Ranaldi ai tempi della sua direzione dell’istituto archeologico provinciale. Inoltre, inevitabile un intervento, affidato alla pittrice Elvira Salbitani, sul cruciale ruolo culturale e artistico che ha avuto a Potenza il Cospim, ossia il Collettivo Scultori, Pittori, Incisori e Musicisti, fondato dallo stesso Ranaldi su suggerimento della stessa pittrice. Un gruppo, regolarmente costituitosi con atto notarile che inizialmente la città non accolse bene, ma che ha avuto il merito di unire, con le sue iniziative, arti diverse come pittura, scultura e musica e di lanciare corsi esclusivi per l’epoca (anni 70), come quello di incisione con Luigi Lapetina. Oltre a diventare un punto di incontro e di aggregazione per la comunità potentina. La dott.ssa Fiore ha rimarcato la predilizione del Ranaldi per la pittura rispetto all’archeologia, il carattere dell’’“urgenza creativa” che egli manifestava tramite dipinti e poesie e le sue innovative concezioni di museo, come luogo formativo e di arte, come sapere ed esperienza totale....Uno spirito innovativo che, come ha ricordato la pittrice Salbitani “ha investito anche la sua esperienza di docente, come si evince dallo studio dei tessuti e delle stoffe domestiche lucane, l’insegnamento e la creazione da parte dei suoi alunni dei disegni che venivano ricamati su di essi”. Infine, Stefano Petrucci, ex direttore del Museo di Archeologia a Paleontologia di Pescia, si è soffermato sui meriti archeologici che Ranaldi ha avuto per la regione Basilicata, come la riapertura di uno scavo con pitture rupestri che era stato abbandonato, in quanto si riteneva che non potesse contenere più nulla di interessante (Tuppo di Filano) o la ripresa del Paoleolitico di Atella. 

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Tracce nel Tempo: un’iniziativa per celebrare l’importante personalità lucana nel centenario della sua nascita.