Un romanzo storico ambientato nel XVI secolo, nel periodo del Concilio di Trento. Da qui il titolo “Concilium”, la nuova opera letteraria dello scrittore potentino Paolo Cioffi, già autore di altri romanzi dello stesso genere narrativo e oggetto di alcuni riconoscimenti, tra cui: primo classificato al Premio Associazione Chiese storiche (2011) con La Croce e la Qibla, secondo classificato - Sezione Narrativa Edita e Saggistica Letteraria “Mario Tomaselli” Premio Letterario Internazionale Thesaurus IV Edizione, 2015 con il libro Spurt, che si è aggiudicato anche una targa al Premio letterario Città di Cava de' Tirreni- XXXII Edizione-, 2015.
Il testo, pubblicato da Villani Editore, è stato presentato Mercoledì 19 febbraio nella Sala Conferenze del Polo bibliotecario di Potenza, alla presenza dell’autore, di Luigi Catalani, Direttore del Polo Bibliotecario, Filippo Pugliese, presidente del Cta Acli di Potenza, Don Cesare Mariano, teologo, docente di Sacre Scritture, Mariapia Zaccagnino, presidente del Gruppo di lettura “La Potenza dei libri”, Franco Villani, Editore.
Nel testo l’autore rilegge la più grande riforma religiosa del 500’, che spaccò in due il continente europeo, dando origine al divario culturale tra nord e sud; e lo fa intrecciando matematica e teologia ed esplorando le conseguenze sociali di una frattura epocale.
Venendo alla trama il testo segue le vicende di Pietro, giovane valdese della Calabria cosentina, che, durante la seconda sospensione del Concilio di Trento, indetto nel 1545 da Paolo III, ma osteggiato dal papa regnate Paolo VI, intreccia una relazione passeggera con Anna, figlia del signore locale. La loro frequentazione si interrompe nel momento in cui il suo anziano mentore lo fa ospitare da alcuni correligionari foggiani, affidandogli un duplice elaborato, collegati entrambi alla recente risoluzione da parte di alcuni valenti maestri d’abaco dell’equazione cubica, di terzo grado (in cui si distinse Niccolò Fontana detto Tartaglia); il primo elaborato verte su una macro-sintesi delle dispute religiose in atto, il secondo su un giochino matematico dal carattere irriverente.
Per il protagonista, questo primo spostamento sarà l’inizio di un percorso di emancipazione che, da Roma a Ginevra, passando per Venezia e Trento (le tappe di svolgimento salienti del Concilio: Roma dove si svolge il conclave successivo alla morte di Papa Paolo IV, Ginevra sede della Repubblica teocratica fondata da Calvino, Trento, dove ha luogo la fase conclusiva del Concilio svoltosi in 3 fasi diverse dal 1545 al 1563) lo condurrà ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé, ma pur sempre contrassegnata dai dogmi e decreti sulla fede, emessi in quegli anni dai Concili ecumenici, per definire meglio la dottrina della Chiesa cattolica e rispondere alle sfide teologiche del tempo.
L’incontro di donne dai tratti decisamente anticonformisti rispetto alla sua Anna, lo porterà a doversi districare tra calvinisti svizzeri e spirituali italiani, tra eccidi di eretici e i numerosi processi per sollecitatio ad turpa, vale a dire il reato commesso dai sacerdoti che abusano della loro carica e del sacramento della Confessione per adescare sessualmente i penitenti.
Per l’autore si tratta del decimo romanzo storico in 25 anni. Lo spunto per “Concilium” ha dichiarato Cioffi “è stato il venire a conoscenza di un eccidio avvenuto nel 1561 in un paesino dell’alto cosentino, in cui decine di valdesi furono sgozzati, su indicazione del Tribunale della Santa Inquisizione. Ne è nata una storia di fantasia in cui ho deciso di dar voce ad una parte minoritaria della Riforma Protestante, il Valdismo, che in verità sorse già in epoca medievale come movimento religioso; tuttavia, tale corrente aderì, sulla scia della teologia di Lutero e Calvino al calvinismo. La storia narrata tuttavia non copre l’intero arco temporale del Concilio, ma si svolge dal 1558 al 1563, negli ultimi 5 anni”.
Interpellato in merito al modo di districarsi del protagonista in un’epoca socio-religiosa e culturale contrassegnata da dissidi e lacerazioni, Cioffi ha sottolineato che “il termine Concilio se vogliamo è improprio, perché non parteciparono né luterani né calvinisti, e dunque senza la presenza di una delle due parti contendenti. L’assenza fu dovuta al timore delle correnti protestanti di poter essere arrestati e perseguiti dall’Inquisizione. Non ci fu pertanto alcuna conciliazione, dato che la Chiesa cattolica finì con il ribadire i propri dogmi e principi teologici di epoca medievale, senza nulla concedere alla teoria della grazia e della predestinazione, nucleo della riforma luterano-calvinista".






