Io sono così: educare oltre le differenze
Giovedì 6 Febbraio si è svolto presso la Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza il primo incontro del progetto pedagogico “Io Sono Così. Educare Oltre le Differenze”.
L’iniziativa, rivolta a genitori, insegnanti ed educatori ha un carattere formativo, in quanto intende offrire gli strumenti indispensabili per informare e responsabilizzare i destinatari sugli aspetti variegati legati al complesso tema delle differenze di genere.
Si tratta dunque, un progetto che mira a fornire un contributo prezioso nel contrasto alle disparità sociali, economiche, pubbliche e private legate all’appartenenza al genere femminile, e dunque alla formazione di una comunità autenticamente rispettosa, accogliente e rispettosa delle diversità.
Il progetto educativo prevede tre distinte fasi e svariati appuntamenti, che si concentreranno nei comuni di Potenza, Pignola e Tolve. Ad un primo step informativo, basato su incontri e dibattiti sul tema e su come sia possibile riconoscere e combattere pregiudizi e stereotipi “culturali”, seguiranno una fase pratico-laboratoriale rivolta agli studenti di scuole primarie e secondarie ed una incentrata sull’illustrazione e delucidazione dei risultati raggiunti con le fasi precedenti del percorso.
L’evento di presentazione del progetto è stato moderato dalla giornalista della redazione Rai di Basilicata, Sara Lorusso. Ad esso hanno partecipato, in qualità di esperte e ricercatrici, la dott.ssa Sara Bellarosa (Associazione Latte, amore e fantasia); la prof.ssa Michela D’Alessio e la dott.ssa Clelia Tomasco, come rappresentanti dell’Università Degli Studi Della Basilicata; la dott.ssa Giovanna Lancia (Associazione Scosse), e infine la dott.ssa Donatella Dente, Componente della Commissione Regionale per la Parità e le Pari opportunità tra uomo e donna.
Durante l’incontro è emersa la necessità di implementare nella nostra regione le attività necessarie per contrastare uno dei più alti tassi di povertà educativa, tra le regioni italiane, nonché uno dei più bassi di occupazione femminile.
Tra gli strumenti e le buone pratiche per sensibilizzare le violenze e disuguaglianze di genere, naturalmente i libri, e quindi, il contributo decisivo che la cultura può offrire attraverso testi dedicati al tema, a partire da quelli progettati per l’infanzia e gli adolescenti.
In tale ottica la docente universitaria Michela D’Alessio ha ripercorso i meccanismi culturali che hanno nel corso del tempo contribuito a delineare egli orientamenti ed i condizionamenti che hanno plasmato l’immagine sociale della donna, in particolare la concezione che, condizionandone la libertà individuale, ne fanno, a seconda di ruoli una brava figlia, moglie o madre
Un excursus storico-letterario che la prof.ssa ha condotto utilizzando due testi datati, ma dall’alto valore simbolico come strumenti di denuncia della condizione femminile e dunque di lotta all’emancipazione di genere: da un lato “Donnine forti” , titolo declinato volutamente al plurale, del romanzo di fine 800’ di Sofia Bisi Albini, dall’altro “Ragazze da marito” della scrittrice Carolina Rispoli, pubblicato nel 1916.












