A Spasso nel tempo. Tra i sentier delle memorie. 

A spasso nel tempo. Tra in sentieri delle memorie è il titolo del testo, che il Polo Bibliotecario di Potenza ha ospitato Venerdì 7 febbraio. 

Il volume è stato scritto da Maria Angela Di Sanzo, psicomotricista originaria di Acqualisparti, un piccolo paesino a metà strada tra la Basilicata e la Calabria. 

L’autrice fa parte dell’associazione Ali di Libellule, si è fatta carica delle spese legata alla pubblicazione del volume ed è sempre ad essa che andrà il ricavato delle copie che sono state e saranno vendute.  

Scopo dell’associazione “è l’organizzazione di eventi e attività legati alla valorizzazione del territorio, ed in particolare di quegli aspetti poco conosciuti dal punto di vista sociale e culturale. Il protagonista del testo è quindi il territorio frontiera tra due regioni ma anche tra mare e montagna, dato che le sue sorgenti segnano il passaggio dal comune lucano di Lauria a quello calabrese di Tortora”. 

Relativamente alla valorizzazione dei paesaggi descritti nel libro l’autrice ha dichiarato: “che non è un’operazione difficile se ce ne si prende cura con amore, per quanto il ruolo delle singole amministrazioni locali resta centrale in rapporto al contributo che può apportare il singolo cittadino” 

Entrando più nello specifico “filo conduttore del volume sono i nonni, a cui il tempo ha affidato la memoria di giochi e mestieri ormai sconosciuti ai più e la mia passione per la natura, che mi ha portato all’osservazione di megaliti a scopo solstiziale, oggi oggetto di studio di professionisti specializzati come astronomi e astrologi. Nel testo non mancano espressioni dialettali e ricerche prevalentemente a carattere orale”. 

La presenza di questi megaliti ha attirato l'attenzione di esperti come Leonardo Lozito, archeoastronomo del gruppo archeologico lucano, nato nel 1973, e responsabile delle vie longobarde d'Europa, che ha ricordato come la Basilicata sia "la punta di diamante di questo territorio”, e ha messo in luce come la Di Sanzo “abbia il merito di aver usato, e quindi, tramandato rudimenti dell’antica lingua osca parlata nell'Italia centro-meridionale dal VI secolo a.C. ; fonemi che ancora oggi qualche anziano parla in alcuni paesi della Basilicata” 

Rassegna stampa

 

Galleria immagini
Condividi
Un testo di promozione territoriale tra megaliti, fonemi dell’antica lingua osca e la memoria di giochi e mestieri ormai sconosciuti