Dopo il successo internazionale di La straniera, finalista al Premio Strega e tradotto in più di 25 paesi, a Potenza Claudia Durastanti presenterà Missitalia, il suo ultimo romanzo percorso da figure magiche e sfuggenti, tra epoche antiche e future, in un Meridione che diventa Terra: quella d’appartenenza ancestrale e il pianeta osservato da lontano, in cerca di un presagio di luce.
La narrazione percorre tre epoche, un lungo periodo che va dalla seconda metà dal 1800 al 2051 in un futuro prossimo che porta il lettore sulla Luna. Le protagoniste sono tre donne - Amalia Spada, Ada e A – unite da una rete di corrispondenze invisibili eppure tangibili.
Amalia Spada è un’avventuriera lontana dai tumulti che agitano l'insorgente nazione; una donna dallo spirito irrequieto e temerario. Vive in una casa tra i calanchi lucani diventata un rifugio per creature diseredate e ribelli in cerca di una nuova vita, per ragazze selvatiche e uomini dalla forza mozzata. Quando arriva l’industrializzazione, la Fabbrica piomba nelle loro vite come un oscuro oggetto del desiderio, mutandone per sempre il destino.
Negli anni del Dopoguerra e della corsa all’energia, una giovane antropologa di nome Ada esplora la Basilicata del sortilegio e del petrolio mentre scopre le mutevoli incarnazioni dell’amore. Muovendosi tra centri di potere e impianti d’estrazione, Ada si ritrova invischiata in un Sud perturbante e magnetico che rivoluziona il corso della sua esistenza.
Cento anni più tardi, la Lucania è diventata la base per la colonizzazione della Luna: da qui partono le navicelle dell’Agenzia Spaziale Mediterranea dirette al Mondo Nuovo. In questo insediamento avveniristico, si trova A, una donna solitaria e libera che ridà vita a oggetti non più desiderati per conto dell’Agenzia. Nel suo passato c’è stato un marito, ma anche il bisogno di andare lontano; nel suo presente, la voglia di conciliarsi con l’idea della fine.
La Basilicata che fa da sfondo a questa narrazione che si muove tra generi diversi, dal Western al Noir alla Fantascienza, è un Sud finalmente libero da molti degli stereotipi attraverso cui è stato spesso raccontato e in cui i personaggi si muovono tra le pagine con leggerezza, audacia e disincanto. È un Sud immaginario e immaginato, in cui l’Antropologia e la Storia cedono il passo a una modernità che forse, in alcuni passaggi, è addirittura predittiva.






