Per una riconsiderazione del ruolo tra borghi e paesi
Martedi 18 Giugno 2024, presso il Polo Bibliotecario di Potenza, è stato presentato il volume “Tanti paesi. Aree interne e insediamenti rurali”. Il testo, pubblicato dalla casa editrice Libria a cura di Francesco Rispoli, Adelina Picone e Giorgio Peghin, è uno studio basato sull’osservazione, da molteplici e differenti punti di vista (antropologico, geografico, letterario, architettonico, urbanistico per citarne alcuni) delle aree interne e degli insediamenti rurali, e intende rimarcare come esse costituiscano la struttura portante di un territorio e della sua popolazione.
Ciò, in contrapposizione alle politiche turistiche delle politiche locali territoriali, incentrate sull’idea di borgo e tendenti ad escludere o quantomeno minimizzare il concetto di paese, autentica espressione di una comunità e del suo carattere identitario. Il libro è suddiviso in tre parti. La prima, “Paesaggi di paesi”, riflette sul significato del concetto “aree interne” e la sua diffusione, e critica il processo semplificatorio che esso ha subito, non senza presentare un aggiornamento sulle tematiche città/campagna. La seconda, “Studi, progetti e ricerche”, presenta una serie di lavori che esemplificano le tematiche e gli strumenti operativi applicati alle aree interne e ai paesaggi rurali. La terza, “Materiali per un lessico”, è, infine, una raccolta di termini e concetti, accompagnati da un progetto fotografico, che si propone come strumento in grado di contribuire alla formazione di un comune ambito di riflessione. Tra i relatori intervistati dal Polo, lo scrittore e docente Antonio De Rosa e uno degli autori, il prof. Rispoli dell’Università Federico II di Napoli, secondo i quali quello delle aree interne e dei paesi che in essi collocano è un tema che sta riprendendo vigore, nonostante l’inarrestabile processo di spopolamento che essi attraversano, e che riguarda in prevalenza le fasce giovanili, spinte più dall’ambizione e dai desideri professionali delocalizzati che non per un semplice cambiamento delle proprie condizioni di vita. Per il prof. Rispoli anche le politiche europee presentano una linea urbano-centrico, fondata sull’idea di borghi e bandi molto competitivi che mettono in competizione, anziché unire e far cooperare i piccoli paesi, favorendo un processo di spopolamento dei giovani, che non vedono aspettative di un futuro lavorativo nei territori in cui sono cresciuti. Il tutto in nome di uno sviluppo turistico che è ritenuto erroneamente la panacea di tutti i mali e che non attenua il problema di paesi che non respirano e in cui, sostanzialmente non c’è vita...In tal senso le biblioteche come luoghi della cultura possono rivestire un ruolo decisivo per le future generazioni, soprattutto se in grado di ridestare il piacere e l’utilità per una pratica ormai in disuso: la lettura.








