Un libro contro il dilagante clima di guerra, la tendenza al riarmo e la riscoperta dello spirito bellico che si respirano oggigiorno nel mondo.
Si intitola per una “Critica della ragione bellica” ed è il nuovo testo (edito da Laterza nel 2025, collana Sagittari, pag.160) scritto dal prof. di filosofia del Diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, Tommaso Greco.
Il libro è stato presentato Lunedì 16 febbraio presso il Polo Bibliotecario di Potenza, alla presenza dell’autore, di Adriana Salvia, Presidente dell’Associazione potentina Libera Università delle Donne, della senatrice Cecilia D’Elia e della storica delle Istituzioni Elena Vigilante.
Come si può evincere dal titolo si tratta di un testo che si schiera in opposizione all’antico adagio di lingua latina “si vis pacem, para bellum”, ossia all’idea che si possa pensare alla pace solo a partire da un precedente clima di guerra; ma, ovviamente, per l’autore è possibile invece l’operazione inversa, ossia uno stato di pace realizzabile da una preesistente condizione di pace, convinti che la guerra altro non sia che un’interruzione di tale stato.
Per l’autore, quindi la guerra non è una condizione connaturata all’essere umano contrapposto ai suoi simili, e se oggi tale concezione imperversa è unicamente in virtù del fatto che la pace viene vista non come un principio ma una condizione finale, a cui aspirare in maniera ideale e quasi utopica. Detto diversamente, contro la retorica dominante che identifica logica delle armi e “realismo”, si può e si deve iniziare a riflettere dal punto di vista etico, sociale e politico alla pace come la condizione originaria di non violenza che caratterizza ogni essere umano, il quale lungi dall’essere animato da uno spirito bellicoso, manifesta verso il prossimo interesse e propensione ad un rapporto.
Si tratta pertanto di un testo di contro-argomentazione ad una tradizione filosofica del pensiero politico e filosofico occidentale, che ha affondato le sue radici nell’idea di Hobbes per il quale l’uomo è un lupo per un altro uomo: essendoci uno stato naturale e sociale di perenne guerra di tutti contro tutti, senza l’imposizione di rigide regole dell’ordinamento sociale finiremmo con lo sbranarci gli uni con gli altri.
Ai nostri microfoni il prof. Tommaso Greco ha dichiarato: “il mio è un testo che cerca di destrutturare e criticare gli argomenti cardine sui quali è fondata la narrazione bellicista, che tenta di convincerci dell’ineluttabilità della guerra e della necessità di attrezzarci a partire da politiche di riarmo; le guerre, invece, sono sempre il frutto di scelte precise ed il risultato di campagne informative e ideologiche che mirano a creare una determinata lettura della realtà. Pertanto, nel libro propongo strumenti giuridici in grado di ragionare in termini pacifici alle tante controversie della politica internazionale, fermamente convinto che si possa pensare alla pace a partire dalla pace. E non dalla guerra”.
Tra gli strumenti giuridici usati per contro-argomentare verso il clima di guerra dominante dei tempi odierni “vi è il pacifismo giuridico, ossia una delle grandi tradizioni del pensiero pacifista e che si fonda sulla tesi centrale secondo cui la pace può essere costruita e mantenuta attraverso il diritto, uno strumento che conosciamo benissimo come mezzo ideato per la risoluzione deli conflitti; basti pensare ai tribunali, dinanzi ai quali si cerca di dirimere pacificamente e senza guerra quei conflitti individuali, che non risolviamo diversamente”.
Tuttavia, è errato ridurre il diritto unicamente a “risoluzione del conflitto tramite potere o uso della forza organizzata, perché il pacifismo di stampo giuridico è anche se non in primo luogo uno strumento di relazioni tra parti che si riconoscono vicendevolmente determinati diritti e doveri. Lo stesso diritto internazionale. tramite trattati accordi e convenzioni di natura burocratica si fonda su dinamiche relazionali incentrate sul riconoscimento reciproco di diritti e doveri, in grado di prevenire, evitare o risolvere eventuali controversie. Tuttavia, tali strumenti funzionano davvero solo se la comunità internazionale crede in essi”.
Il prof. Greco ha parlato nella video-intervista anche degli obiettivi che si pone il Festival della Fiducia ogni anno durante la seconda settimana di Giugno a Pisa...






