Si è tenuta Venerdì 31 Gennaio la Settima edizione della Staffetta della Memoria, organizzata dall’Associazione Insieme Onlus, e anche per quest’anno svoltasi in collaborazione con il Polo Bibliotecario di Potenza, la cui adesione deriva dalla volontà di condividere, con gli studenti e le studentesse che hanno affollato la sala Conferenze dello stesso Polo, la memoria dell’Olocausto e il valore della cultura come antidoto contro ogni tendenza alla disumanizzazione.
Due sono stati i momenti salienti della giornata: la sessione mattutina, riservata alle scolaresche ospitate dalle 8:30 alle 13:30, presso il Polo Bibliotecario e la sessione pomeridiana, dalle 15:15 alle 20:00, presso la sede dell’Associazione Insieme in Viale del Basento, 102. Nel mezzo delle due sessioni, dalle 14:00 alle 15:00 è stata invece riproposta la “passeggiata urbana della memoria” a cura di Asd Podistica Potenza, Ssd Prince Fitness Center e Associazione Camminata Metabolica.
Tra gli ospiti del Polo la prof.ssa Maura Locantore (segretaria del Comitato Nazionale per il centenario di Pasolini, istituito dal Ministero della Cultura, e studiosa di letteratura italiana contemporanea e di critica letteraria), e per l’Associazione Insieme Onlus, Elenia Marchetto (giornalista e poetessa picernese, recentemente nominata ambasciatrice della “Società Dante Alighieri”), Gianluca Capozio (poeta) e la dott.ssa Maria Elena Bencivenga (psicologa e psicoterapeuta), Presidente dell’associazione.
La prof. Locantore ha offerto un contributo a tema sulla figura di Elsa Morante e il passaggio nella sua produzione letteraria “dal mondo offeso al mondo salvato”, ossia la visione di un futuro possibile così come si prospetta nella sua raccolta poetica “Il mondo salvato dai ragazzini”. Quella di Morante “è una figura che i ragazzi conoscono poco, sia per una certa assenza nei manuali scolastici, sia per l’erronea convinzione che l’avvicinarsi ad autori del secondo 900’ sia più complicato rispetto a classici come Pascoli e Leopardi. Come si evince dall’accostamento nel titolo della raccolta dei termini mondo salvato e ragazzini, per l’autrice l’unica speranza di futuro sono i ragazzi sia per i conflitti di guerra che per quelli esistenziali come l’omologazione e il conformismo. Elsa li chiamava i Felici Pochi in contrapposizione agli uomini adulti e di potere per i quali l’acronimo usato era gli Infelici Molti. Non a caso la raccolta risale al 1968, anno dei movimenti studenteschi, in cui i ragazzi dell’epoca cercarono di riprendersi un pezzetto del presente per ridisegnare la società del futuro”.
La dott.ssa Bencivenga ha approfondito il senso della settima edizione della Staffetta della Memoria: “lo scorso anno il tema era quello dei Giusti, coloro i quali nonostante le intemperie mantengono e provano a duplicare un senso di umanità; quest’anno invece la tematica è il recupero dell’umano/umanità, con uno sguardo rivolto non solo alle guerre di cui narrano i libri di storia, ma anche alle brutalità di cui ogni giorno sono costellati i tg. Siamo perfettamente consapevoli che l’umanità sarà sempre segnata da conflitti, ma ci sarà sempre una buona parte di umanità che resiste al silenzio: ce lo hanno insegnato 80 anni fa i Bambini di Terezin, vissuti e morti nei campi di sterminio tedeschi, ce lo insegnano oggi i bambini di Gaza”.
La staffetta mantiene naturalmente un carattere commemorativo, nella consapevolezza che la memoria resta uno strumento di educazione sociale. Per Elenia Marchetto “la stessa iniziativa della Staffetta non è un evento che si fissa in un unico e preciso momento, in quanto gli eventi della giornata odierna vengono replicati durante l’anno, con approfondimenti dei diversi relatori di volta in volta chiamati in causa”
Non a caso non si è voluto mai celebrare nelle diverse edizioni la giornata commemorativa delle vittime dell'Olocausto il 27 Gennaio, per evitare che di determinati temi (ad esempio la violenza sulle donne o la lotta contro le dipendenze patologiche), si parli solo ed esclusivamente ogni anno soltanto in una giornata prestabilita., quando in realtà si tratta di battaglie che vengono combattute quotidianamente.
Gianluca Capozio ha ricordato come” il progetto presentato in mattinata nella sala Conferenze è il risultato di un cammino che Insieme Onlus ha svolto con le classi quarte del Liceo Scientifico Galilei, all’insegna di giornate di orientamento (PCTO) e lavorazioni artistiche, incentrate su concetti quali l’incontro, la reciprocità, la relazione, e anche l’identificazione di persone vissute spesso ai margini o ragazzini che stanno ancora attuando un’alfabetizzazione emotiva con persone che settant’anni fa furono completamente disumanizzate dal nazismo, tramite un processo di eutanasia forzata di disabili, persone affette da disturbi mentali, o dipendenze patologiche come alcool e sostanze stupefacenti (e di cui la stessa associazione si occupa)”. La memoria non serve per evitare una ripetizione della storia, dominata da dinamiche di dominio, eliminazione o tentativi genocidio, ma resta uno strumento indispensabile per tenere alta la guardia.






